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24 Set 2014 - 20:26:48

NEL PARADISO TERRESTRE. LINA LADU.


http://i.imgur.com/dF7pQVV.jpg?1






Apocalisse 22

Poi mi mostrò il fiume dell'acqua della vita, limpido come cristallo, che procedeva dal trono di Dio e dell'Agnello.

del paradiso terrestre, narra la Genesi che un fiume uscito dall'Eden per
adacquare il giardino di cui assicurava così la fertilità e la
freschezza. Nel mezzo del giardino era l'albero della vita. Nella
visione di Ezechiele 47 si legge che
delle acque uscivano di sotto la soglia della casa (di Dio) dal lato
d'oriente, le quali poi dovevan scendere a mezzogiorno e, ingrossate,
andare a risanare il Mar Morto. Sulle due rive del torrente crescevano
degli alberi d'ogni specie, sempre verdi, 'il cui frutto, dice
l'angelo, non verrà mai meno: ogni mese faranno dei frutti nuovi... e
quel loro frutto servirà di cibo, e quelle loro foglie di medicamento'.
Zaccaria a sua volta vede spaccarsi il monte degli Ulivi e delle acque
vive uscir da Gerusalemme, metà delle quali volgerà verso il mare
orientale e metà verso il mare occidentale' Zaccaria 14:8.
La visione apocalittica, è più completa, più ricca di particolari e di
senso di quelle dei profeti antichi. Il fiume è chiamato 'il fiume
dell'acqua della vita' (cfr. Apocalisse 22:17;
esce direttamente dal trono di Dio e dell'Agnello, perchè la vita
spirituale fluisce da Dio nell'uomo per mezzo di Cristo; lungo le due
rive del fiume che attraversa la piazza e la via principale, cresce
l'albero della vita che dà dodici raccolti e le cui foglie stesse hanno
virtù medicinali. C'è in abbondanza tutto quel che serve a mantenere la
vita dei redenti, a darle sempre nuovo vigore, freschezza ed
accrescimento.In mezzo alla piazza della città e d'ambo i lati del
fiume stava l'albero della vita che dà dodici raccolti e porta il suo
frutto ogni mese; e le foglie dell'albero son per la guarigione delle
nazioni.

In Ezechiele si dice che il frutto dell'albero 'servirà di cibo' e in Apocalisse 2:7

leggiamo: 'A chi vince io darò a mangiare dell'albero della vita'. La
varietà e l'abbondanza dei frutti danno risalto all'idea che la pienezza
della vita è assicurata per sempre da Dio che n'è la fonte. In quanto è
detto delle foglie non è implicita l'idea che vi siano ancora nella
nuova terra delle nazioni pagane, giacchè le ultime nazioni ribelli sono
state distrutte alla fine  non v'è neppure l'idea che vi siano ancora
delle nazioni consumate dalla malattia del peccato. Quando è detto che
'Dio asciugherà ogni lagrima dagli occhi loro' Apocalisse 21:4,
ciò non significa che vi debbano essere ancora delle lagrime nella
Gerusalemme celeste. Come le lagrime versate per i dolori terreni sono
asciugate da Dio, così è guarita ogni malattia di cui han sofferto nella
vita terrena i pagani credenti ora accolti nella città di Dio. Se
prima ebbero fame e sete ora son saziati; se prima furon ciechi e
deboli e miseri ora partecipano della luce e della beatitudine della
vita eterna. Tutt'al più si può vedervi accennato il concetto che la
vita dei salvati non raggiunge subito e d'un tratto tutta la sua
pienezza; è quindi suscettibile di uno sviluppo, di un accrescimento
che ne elimina gradualmente le imperfezioni o meglio le minori
perfezioni. «Quando la perfezione sarà venuta, quello che è solo in
parte sarà abolito» come avviene nello sviluppo del fanciullo in via di
diventare uomo. Prima che un ex pagano, per es, abbia raggiunto la
perfetta statura del Cristo glorioso, c'è luogo ad una evoluzione di
cui non possiamo fissare il termine.

E non ci sarà più alcuna cosa maledetta,perchè sarà escluso il peccato

che aveva tratto sull'uomo e sulla terra la maledizione divina.e in essa
sarà il trono di Dio e dell'Agnello ch'è un trono unico.e i suoi
servitori gli serviranno,nell'adorazione e nell'ubbidienza, compiendo
l'opera che vorrà loro affidare;ed essi vedranno la sua faccia e saranno
in comunione piena ed immediata ed intima con lui,e avranno in fronte
il suo nome perchè saranno suoi per diritto di creazione e di
redenzione;E non ci sarà più notte; ed essi non avranno bisogno di luce
di lampada, nè di luce di sole, perchè li illuminerà il Signore ed
essi regneranno nei secoli dei secoli.L'ultima visione dell'Apocalisse
si chiude con una nota di trionfo che apre dinanzi ai fedeli la
prospettiva di un'attività gloriosa e benefica prolungantesi
all'infinito nell'eternità.

AMMAESTRAMENTI.La nuova Gerusalemme rappresenta la Chiesa di Dio, la sposa di Cristo,

giunta alla perfezione; possiamo quindi dalla descrizione di essa
imparare quali siano i caratteri della chiesa ideale, quale dev'essere
secondo la mente di Dio, quale dobbiamo sforzarci di renderla per quanto
sta in noi. Essa è una: non v'è che una città di Dio: quella
ove regna l'unico Dio, in un con l'Agnello che fu immolato e ora vive e
comunica la vita per mezzo dell'unico Spirito. Essa è fondata sulla
dottrina proclamata a voce e per iscritto dagli apostoli del Signore.
Essa è universale perchè abbraccia le dodici tribù dell'Israele
di Dio cioè i credenti di tutte le età, di tutte le nazioni e lingue
della terra. Le sue porte sono aperte da tutti i lati dell'orizzonte.
Essa è santa: tutto vi è luce, purezza, limpidezza; nulla vi è
d'immondo, di abominevole, di falso. I suoi membri son servitori di
Dio, gli appartengono, vivono nella sua comunione.Delle cose che Dio ha
preparate per coloro che l'amano, Paolo dice ch'esse non son salite in
cuor d'uomo, che occhio non le ha vedute e orecchio non le ha udite;
egli afferma che quando fu rapito in paradiso, udì parole ineffabili.


Giovanni scrive: 'non è ancora reso manifesto quel che saremo'. Le
rappresentazioni che l'Apocalisse ci dà dello stato perfetto son
destinate a darcene una qualche idea, ma si sente che le immagini
terrene, per quanto dipinte coi colori più vivi e più ricchi, sono solo
un pallido riflesso della realtà. Nella contemplazione di quella città
illuminata dalla gloria di Dio che vi abita con gli uomini; le cui
proporzioni sono immense perchè deve accogliere i santi di tutti i tempi
e di tutti i luoghi, unendo in comunione fraterna tutti i figli di Dio
con tutto quel che di grande., di nobile, di virtuoso, di magnifico
v'è stato e v'è più che mai in ciascuno di loro; nella contemplazione
abbagliante della città tutta oro e pietre preziose, tutta luce, tutta
ricchezza, tutta santità, tutta vita sana, piena, felice, in cui tutte
le aspirazioni sono soddisfatte, in cui la comunione con Dio è perfetta e
l'attività gloriosa è perpetua, mi vien voglia di esclamar :
mentre contemplo i tuoi splendori, o città di Dio, il mio cuore vien
meno, e muta rimane la mia voce'. 'Quando verrò e comparirò al cospetto
di Dio?' Ma subito ritornano alla mente le esortazioni apostoliche:
'Cercate le cose di sopra dove Cristo è seduto alla destra di Dio.
Abbiate l'animo alle cose di sopra, non a quelle che son sulla
terra,aspettando queste cose, studiatevi d'esser trovati, agli occhi
suoi, irreprensibili nella pace,Chiunque ha questa speranza in lui, ai
purifica, com'esso è puro'Dio è amore; e chi dimora nell'amore dimora in
Dio e Dio dimora in lui'. 'La gloria,è rivelata a quelli che non vi
sono ancora giunti, affinchè le loro anime siano fin d'ora ricolme di
gioia; e di questa allegrezza deve scorgere gli effetti anche il mondo
che si fa beffe dei credenti'.

L'idea che nulla d'immondo si troverà più nella città di Dio, che tutto vi

sarà puro e perfetto, torna spesso nell'Apocalisse, a motivo di quel
ch'essa contiene di consolante; ma anche perch'essa racchiude un
avvertimento molto serio rivolto alla coscienza di ognuno'di
noi.Mirabile ordinamento del piano di Dio rivelato nelle sante
Scritture! La Bibbia che s'apre con la creazione dell'uomo e con la
descrizione della sua prima dimora, che lo segue nella sua caduta e in
tutte le fasi del suo sviluppo sotto le misericordiose dispensazioni di
Dio, si chiude con la restaurazione di tutte le cose, con la
descrizione della dimora eterna dell'umanità riscattata. La fine si
riannoda al principio. Tutti i misteri sono spiegati, tutti i mali
riparati, l'uomo è reso al suo destino, alla pienezza della vita, ch'è
Dio stesso. Tale è l'epopea divina che viene svolgendosi dal principio
della Genesi alla fine dell'Apocalisse'.

IO CREDO CHE NON CI SIA NULLA DA AGGIUNGERE O DA SINDACALIZZARE..E'TUTTO

CHIARO,DUNQUE AVVICINIAMOCI SEMPRE DI PIU',SINO A FONDRECI NELL'AMORE
SACROSANTO DI DIO.


IN FEDE LINA LADU


lina ladu · 361 visite · 0 commenti

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