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29 Ott 2015 - 16:20:29

RIFLESSIONE SULLA VENUTA INTERMEDIA DI CRISTO.LINA LADU GERUSALEMME.

 

La riflessione sulla seconda venuta di Cristo è molto intensa in tutte le pagine del Nuovo Testamento. Ad essa dobbiamo un affresco che descrive il pellegrinaggio della Chiesa in questa fase ultima della storia, come i travagli che essa dovrà affrontare nel momento conclusivo di questa tappa, quando le forze del male scateneranno l'ultima e più tremenda offensiva. Ma è a Paolo che dobbiamo una meditazione di grande spessore teologico, grazie alla quale possiamo in un certo senso cogliere nella storia un segno che la seconda venuta intermedia di Cristo è sul punto di realizzarsi. Infatti, secondo l'apostolo, la venuta del Messia glorioso è sospesa in ogni momento della storia al riconoscimento di lui da parte di tutto Israele. L’intero capitolo undicesimo della Lettera ai Romani è una profonda riflessione sul ruolo di Israele nella storia della salvezza. Secondo Paolo il popolo eletto ha una funzione da svolgere proprio in vista della fine dei tempi: Se, infatti, il loro rifiuto ha segnato la riconciliazione del mondo, quale potrà mai essere la loro riammissione se non una nuova resurrezione ? (Rom 11,15). Una parte del popolo eletto, osserva Paolo con rincrescimento, si è indurita nell'incredulità verso Gesù. Tuttavia questo rifiuto nel disegno misericordioso di Dio ha ottenuto la grazia della redenzione. Ora, se la negazione ha fruttato al mondo la salvezza, l'accoglimento che cosa significa se non che il mondo entra nella gloria di Cristo risorto? In altre parole, il riconoscimento di Cristo come il Messia e il Signore da parte del popolo ebraico significa che la storia umana è pervenuta alla conclusione. Si tratta di un convincimento di fede ben radicato nella prima comunità cristiana. Pietro, ancora prima di Paolo, lo adombra nel suo discorso agli Ebrei di Gerusalemme dopo la Pentecoste: Pentitevi dunque e cambiate vita perché siano cancellati i vostri peccati e così possano giungere i tempi della consolazione da parte del Signore ed egli mandi quello che vi aveva destinato come Messia, cioè Gesù. Egli dev'essere accolto in cielo fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose, come ha detto Dio fin dall'antichità, per bocca dei suoi profeti . C'è da chiedersi da dove abbia origine questa convinzione di fede della Chiesa , secondo la quale la seconda venuta di Cristo è strettamente legata alla conversione di tutto Israele. Il ragionevole pensare che la fonte originaria sia la parola stessa di Gesù. Infatti un accenno ben preciso in questo senso lo troviamo nei Vangeli, quando Gesù, meditando sul rifiuto di Gerusalemme, preannuncia la distruzione del tempio, a sua volta segno profetico dei dolori della fine dei tempi: Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono inviati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una gallina raccoglie i pulcini sotto le ali e voi non avete voluto! Ecco: la vostra casa sarà lasciata deserta! Vi dico infatti che non mi vedrete più finché non direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore! (Mt 23,37-39). Possiamo quindi concludere che nella visione della fine dei tempi la venuta di Cristo nella gloria è strettamente legata alla sua accettazione da parte di Israele. È lecito, dunque, affermare che prima della conversione di Israele non ci sarà la fine . A questo riguardo "La partecipazione totale degli Ebrei alla salvezza messianica, a seguito della partecipazione totale dei pagani (Rom 11, 25), permetterà al popolo di Dio di arrivare alla piena maturità di Cristo, nella quale Dio sarà tutto in tutti" . Questo significa che non è possibile ipotizzare la conclusione della storia con la venuta di Cristo giudice senza la sua accettazione da parte dell'intero Israele. Il sì di Maria ha reso possibile la prima venuta ,Il sì di Israele renderà possibile la seconda venuta intermedia,con potenza e gloria.

IL TEMPO DELLA FINE.

Abbiamo chiamato "ultimi tempi" la fase della storia umana che stiamo vivendo e che comprende l'arco di tempo che va dall'Ascensione alla parusia. Io in verita' vi dico :GESU' verra',tornera' e sara' come la prima volta.Non sappiamo quanto durerà questa fase della storia, nella quale agli uomini è offerta la grazia della salvezza. Teniamo presente che la tappa precedente, quella dell'attesa, dopo la caduta originaria e la cacciata dei progenitori dal paradiso terrestre, è durata un periodo di tempo lunghissimo, computabile a centinaia di migliaia di anni. Dio non ha le nostre frette e davanti a lui un giorno è come mille anni e mille anni come un giorno solo. D'altra parte, soggiunge Pietro, il Signore non ritarda nell'adempiere la sua promessa,Gesu' rispose agli Apostoli:Quando vedete il fico germogliare,sapete che il frutto e' vicino,molti Segni vedrete e da questi capirete che il tempo e' vicino,solo che Dio usa pazienza verso di voi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti abbiamo modo di pentirsi. Il giorno del Signore verrà come un ladro; allora i cieli con fragore passeranno, gli elementi consumati dal calore si dissolveranno e la terrà con quanto c'è in essa sarà distrutta (2Pt 3,8-10). È certo quindi che questo mondo finirà, come d'altra parte la scienza ci assicura almeno per quanto riguarda il nostro pianeta. Non sappiamo quando. Ma, come vedete, il clima di attesa e di vigilanza può avere dinnanzi a sé tempi interminabili. Le misure di Dio non sono le nostre. Un attesa della prima venuta è stata lunghissima. Come si può escludere che l'attesa della seconda venuta sia piu' corta? La rivelazione divina, che esclude qualsiasi indicazione sul giorno e sull'ora, non si limita a subordinare la venuta del Signore alla conversione di Israele, ma la colloca in un contesto ben preciso. È la stessa parola di Cristo a designare scenari inquietanti. I tempi della fine, cioè i giorni che precedono immediatamente la seconda venuta intermedia, saranno caratterizzati da una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. Al riguardo Gesù si chiede: Il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?,Frase misteriosa, il cui senso immediato non può assolutamente sfuggirci. Solo un "piccolo gregge" persevererà nella fede fino alla fine e attenderà la venuta del Signore, mentre la maggior parte degli uomini, compresi molti credenti, avrà perso la fede. In un altro contesto Gesù all'eclissi della fede aggiunge il raffreddamento della carità. Infatti non è possibile smarrire l'una senza perdere anche l'altra. Parlando dei "dolori" della fine così si esprime: "Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; per il dilagare dell'iniquità, l'amore di molti si raffredderà, ma chi persevererà sino alla fine, sarà salvato. Gesù, come vedete, colloca la fine del mondo in un contesto di grande apostasia dalla fede. In un mondo in cui il Vangelo del Regno è stato annunziato in ogni parte della terra (cfr. Mt 24,14) si consumerà il rifiuto del cristianesimo da parte di molti che vi avevano aderito. È in questo clima di tradimento che si colloca la venuta di Cristo giudice.

CHE DIRE FRATELLI E SORELLE AMATI..PREGHIAMO CON ANIMO E CUORE PURO,RICORDANDOCI,CHE NON SI VIVE DI SOLO PANE,MA DI OGNI ESPRESSIONE CHE ESCE DALLA BOCCA DI DIO.AMIAMOCI GLI UNI AGLI ALTRI COME GESU' HA AMATO NOI.

IN FEDE.LINA LADU GERUSALEMME.PACE.


lina ladu · 245 visite · 0 commenti

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